@ andrea.jacchia@gmail.com
disegni   |   articoli/racconti   |   bio   |   home   

 

dettaglio disegno


Milano-Roma-Houston – 300 italiani adottano un condannato a morte

Andrea Jacchia
Diario: Anno II – numero 7 – 19/25 Febbraio 1997


Arthur Lee Williams, cittadino nordamericano di 36 anni, nero, si trova, da 14 anni, nel braccio della morte del carcere texano di Huntsville (a Houston): è stato condannato, nel 1982, alla pena capitale per l’omicidio di un poliziotto bianco, ma oggi aspetta che una possibile revisione del processo gli riconosca di aver agito per legittima difesa. Una «circostanza» più che attenuante cui guarda, insieme a lui, la rete di circa 300 cittadini italiani (più un gruppo di francesi, austriaci, e australiani) che, da sei anni, stanno organizzando le tappe della sua possibile salvezza. Servendosi di Internet, raccolgono denaro per la sua difesa, gli scrivono regolarmente, alcuni vanno ad Huntsville, per parlare e «stare» con lui. In pratica, dal 1991, è stato creato un comitato informale e «aperto», che oggi chiede «di scrivere direttamente ad Arthur, o di conoscere, attraverso le sue lettere, la sua disperazione e la sua paura di morire ingiustamente». E che informa come «tanti», finora, abbiano mostrato «una generosità insospettata: c’è chi manda metà della pensione, chi prepara torte per raccogliere fondi, chi invia diecimila lire perché non ha altro». Atti singoli, da società «civile» e, rispetto alle aule di giustizia, «extra-territoriale»: uno di questi ha contribuito, qualche anno fa, a far «svoltare» il caso-Williams. È stato quando Max Sandrini, milanese, impiegato in un’azienda di prodotti di gomma, Claudia Criscuolo, impiegata al British Council di Roma, e Christen Henke, cittadina austriaca, di Graz, e attrice di teatro, sono riusciti a procurare ad Arthur Lee un nuovo avvocato difensore (al posto del precedente, nominato d’ufficio). Capofila e coordinatori del comitato, hanno trovato e convinto, in loco, uno dei migliori avvocati del Texas, Randy Shaffer, che ha ricevuto, finora, 200 milioni d’onorario, raccolti attraverso le persone che «corrispondevano» con Arthur: una difesa «lunga e a spese elevatissime», ma con «possibilità di successo». Arthur Lee Williams, nativo di Minneapolis (Minnesota) nel 1982 si era trasferito illegalmente a Houston (Texas), dopo essere stato condannato (e rilasciato su cauzione) per furto e spaccio di droga. Lavorava nel garage di casa sua, quando, un giorno, gli si presentò un poliziotto in borghese («undercover») con una pistola puntata verso di lui. Arthur, che pochi giorni prima aveva subìto un furto ad opera di due cittadini bianchi, reagì, e durante il pestaggio il poliziotto rimase ucciso da un colpo partito dalla sua stessa pistola. La giuria che ha condannato a morte Arthur era composta interamente da bianchi. (Comitato per Arthur Lee Williams, tel. 02-93583133/, 06/ 5412711, Internet : http: // www.eurofoam.com)


Back to Top



  andrea jacchia
disegni   |   articoli/racconti   |   bio   |   home